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venerdì 18 maggio 2012

Friday Finds (2)

È venerdi, dunque è tempo di Friday Finds, la rubrica ideata da Should be reading, che consiste nel presentarvi i libri che ho scoperto questa settimana. Tanto per tirarmi un po' di antipatia vi scrivo le mie ultime new entries in WL contrassegnate da ALTO. ^^

Il primo libro è di un tale Mathias Malzieu, si intitola La meccanica del cuore e mi piace già dalla copertina:






Questa la trama:

Nella notte più fredda del mondo possono accadere strani fenomeni. È il 1874 e in una vecchia casa in cima alla collina più alta di Edimburgo il piccolo Jack nasce con il cuore completamente ghiacciato. La bizzarra levatrice Madeleine, dai più considerata una strega, salverà il neonato applicando al suo cuore difettoso un orologio a cucù. La protesi è tanto ingegnosa quanto fragile e i sentimenti estremi potrebbero risultargli fatali. L'amore, innanzitutto. Ma non si può vivere al riparo dalle emozioni e, il giorno del suo decimo compleanno, la voce incantevole di una piccola cantante andalusa fa vibrare il cuore di Jack come non mai. L'impavido eroe, ormai innamorato, è disposto a tutto per lei. Non lo spaventa la fuga né la violenza, nemmeno un viaggio attraverso mezza Europa fino a Granada alla ricerca dell'incantevole creatura, in compagnia dell'estroso illusionista Georges Méliès.


C'è poi il nuovo libro di Paola Calvetti, che uscirà solo a gennaio 2013  (edit: appena uscito in libreria ) e si intitola Olivia, ovvero la lista dei sogni possibili:





Inaspettati. Così sono tutti i doni degni di questo nome.
E del tutto inaspettato è l’inizio di questa storia con gli sguardi di due bambini che si sfiorano da lontano, troppo impegnati a fare i conti con il dolore degli adulti per potersi incontrare davvero. E che prosegue anni dopo, quando, a pochi giorni dal Natale, Olivia viene licenziata. O meglio: non viene licenziata perché, come molte sue coetanee, non è mai stata assunta; semplicemente, da precaria, perde il posto di lavoro e si ritrova più precaria e fragile di prima. Così, con la sola compagnia dello scatolone che ha dovuto portare via dall’ufficio, di una buona dose di malinconia e degli insostituibili stratagemmi che la nonna le ha insegnato per affrontare le difficoltà, Olivia si avvia per le strade della sua città. Trovato un riparo temporaneo ma insospettabilmente accogliente in un dimesso bar-tabacchi, scorre il suo curriculum pensando a tutto ciò che quelle pagine, nella loro pragmatica freddezza, tralasciano: gli incontri che l’hanno segnata, gli amori veri e quelli che credeva lo fossero, le persone che non ha fatto in tempo ad abbracciare. E le passioni, i sogni, i fallimenti, la forza dei desideri. In quel bar tabacchi, che con il passare delle ore si popola di personaggi buffi, matti, generosi e pedanti, sull’animo e sui pensieri di Olivia veglia la nonna mai scomparsa davvero dalla sua vita, capace di leggere i segnali segreti della felicità nelle scie di un aereo o nel verso di una poesia, di affidare alla nipote un piccolo appartamento “di salvataggio” e di averle regalato una Polaroid per strappare al tempo gli istanti più belli, complici ideali dell’inarrestabile e salvifica fantasia di Olivia. Tra le mura ospitali di quella provvisoria zattera di salvataggio e nonostante l’esordio di una giornata iniziata nel peggiore dei modi, Olivia sa che le cose migliori le succedono sempre quando ci rinuncia.
Nelle stesse ore, come in un film a montaggio alternato che costruisce un mosaico di coincidenze, irrompono tra le righe i passi di Diego. Anche per lui è un giorno speciale, forse l’alba di un nuovo inizio, che saprà offrire una tregua all’innominabile ferita che ha segnato la sua infanzia. Olivia e Diego non sanno di essersi sfiorati per tutta la vita e non ricordano nemmeno quello sguardo antico che ha reso le loro anime così solitarie e tanto simili. Fra loro vibrano le onde invisibili della serendipità, quella sensazione di euforia che si prova quando si scopre una cosa non cercata mentre se ne sta cercando un’altra. E se è vero che il destino segue regole invisibili, in quelle ore forse, il loro, di destino si sta organizzando in una bizzarra successione di eventi guidata dalla casualità.


Poi c'è Limbo di Melania Mazzucco:






La vigilia di Natale, Manuela Paris torna a casa, in una cittadina sul mare vicino Roma. Non ha ancora ventotto anni. È assente da tempo, da quando è andata via ­ ancora ragazza ­ per fare il soldato. In fuga da un'adolescenza sbandata, dalle frustrazioni di una madre che cerca attraverso di lei il proprio riscatto e dalle lacerazioni della sua famiglia. Con rabbia, determinazione e sacrificio, Manuela si è faticosamente costruita la vita che sognava, fino a diventare sottufficiale dell'esercito e comandante di plotone in una base avanzata del deserto afghano, responsabile della vita e della morte di trenta uomini. Ma il sanguinoso attentato in cui è rimasta gravemente ferita la costringe a una guerra molto diversa e non meno insidiosa: contro i ricordi, il disinganno e il dolore, ma anche contro il ruolo stereotipato di donna e vittima che la società tenta di imporle. L'incontro con il misterioso ospite dell'Hotel Bellavista, Mattia Rubino, un uomo apparentemente senza passato e, come lei, sospeso in un suo personale limbo di attesa e speranza, è l'occasione per fare i conti con la sua storia. E per scoprire che vale sempre la pena vivere ­ perché nessuno, nemmeno lei, è ciò che sembra.


E poi c'è un titolo che non mi ricordo nemmeno da dove ho preso, di tali Manuela Salvi e Alessandro Gatti dal titolo Picabo Swayne. Le storie della camera oscura:






A Coldbay, città del futuro in cui il governo controlla l’esistenza dei cittadini, la quindicenne Picabo Swayne ha un segreto: una misteriosa macchina fotografica che le permette di vedere il passato.
Red Bricks, detto anche ‘Quartiere Vecchio’, non è solo il cuore di Coldbay e l’unico angolo rimasto umano nella grigia città, ma anche la casa di Picabo: da quando sua madre è scomparsa misteriosamente, come molti altri adulti di Coldbay, Picabo vive sola, in mezzo agli artisti e ai ribelli contrari allo stile di vita imposto dal governo. I Quattro Reggenti al potere hanno infatti dichiarato lo stato di emergenza e isolato tutte le città per via di pericolose polveri disperse nell’aria; in nome della sicurezza nazionale, hanno anche confiscato tutti i beni ritenuti sospetti, inclusi libri, computer e tutto quello che può lasciare spazio ai ricordi.
La macchina fotografica di Picabo però ha la straordinaria capacità di immortalare il soggetto inquadrato così com’era nel passato. Esiste anche una leva per attivare la modalità ‘futuro’, ma non ha mai funzionato…
Qualcuno però vorrebbe tanto mettere le mani sulla macchina di Picabo… Sarà l’inizio di una serie di scoperte sconvolgenti, che la porteranno a esplorare il sottosuolo di Coldbay, sulle tracce della madre scomparsa, con l’aiuto dei suoi amici e degli indizi ricavati dalle fotografie. E sarà sotto la città che incontrerà un bellissimo e misterioso ragazzo, Jared, da cui si sentirà irresistibilmente attratta …


Io ne ho già comprato uno tra questi, indovinate quale? :)

mercoledì 9 maggio 2012

W..w...w...Wednesdays (3)




Ecco l'appuntamento del mercoledì, per il quale bisogna rispondere a 3 domande:


What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)
What did you recently finish reading? (Cosa hai appena finito di leggere?)
What do you think you’ll read next? (Quale sarà il prossimo libro che leggerai?)


E queste sono le mie risposte:


1) Sto leggendo Monsieur Ladoucette e il club dei cuori solitari di Julia Stuart




Un vento ostinato soffia su Amour-sur-Belle, un paesino incastonato nella splendida campagna del Périgord, un paesino così scialbo che persino gli inglesi rifiutano di andarci a vivere. Qui, il barbiere del villaggio, Guillaume Ladoucette, è costretto a chiudere bottega perché una significativa percentuale dei suoi clienti con l’avanzare dell’età è diventata calva, mentre il resto cerca disperatamente di mantenersi giovane sperimentando nuovi tagli dalla concorrenza. Così Guillaume decide di avviare una nuova attività: un’agenzia per cuori solitari.
Eh sì, perché ad Amour-sur-Belle, nonostante il nome (di cui i trentatré abitanti residui ignorano l’origine) l’amore latita, mentre il tasso di litigiosità è pericolosamente alto: alcuni ostentatamente ignorano Denise Vegier perché sua nonna era stata collaborazionista; il proprietario del caffè si rifiuta di servire Madame Fournier, sospettata di aver avvelenato qualcuno con i funghi. E Madame Ladoucette e Madame Moreau si scambiano insulti da così tanto tempo che ormai sono diventati un’originale forma di saluto… In fondo quasi nessuno si innamora a prima vista, sostiene Guillaume Ladoucette, l’amore è come un buon cassoulet, ha bisogno di tempo e determinazione. Peccato che lo stesso Guillaume non è ancora riuscito a dichiarare il suo amore a quella che – lui lo sa – è la sua anima gemella...



2) Ho appena finito di leggere Gli incubi di Hazel di Leander Deeny



Hazel, un'allegra bambina di otto anni, è ospite della terribile zia Eugenia in compagnia del suo antipatico cuginetto Isambard. Basterebbe l'immagine del vecchio maniero dove vivono i parenti di Hazel per spaventare qualsiasi visitatore, eppure, dopo la prima inquietante giornata con zia Eugenia, la vita comincia a cambiare. Isambard, intatti, presenta a Hazel la sua collezione di cuccioli terrificanti: un cane con la testa di legno, un gruppo di paperelle che fumano sigarette nello stagno, due maiali senza zampe... e questo è solo l'inizio! Una notte Hazel decide di esplorare il giardino e, nascosti tra i cespugli, scopre degli strani mostri: il pitonspino (un pitone con la testa di porcospino), il gorillopardo (un gorilla con il corpo da ghepardo) e la ranostrica (un'ostrica con le zampe da rana). Queste tre curiose creature non sono altro che gli incubi di zia Eugenia che, tutte le notti, disturbano i sogni dell'antipatica signora. Quando Hazel capisce che dietro i mostri c'è il suo caro cuginetto, intenzionato a far morire di paura la zia, si troverà a lottare contro Isambard e imparerà che, nelle favole come nella vita, persine le cose più brutte non sono mai così cattive come possono sembrare.  



3) Dopo probabilmente leggerò Acqua agli elefanti di Sara Gruen



In un giorno degli anni Trenta a Norwich, una piccola città del Connecticut, passa il treno che trasporta "Il Più Strabiliante Spettacolo del Mondo dei Fratelli Benzini", uno di quei circhi itineranti che attraversano in lungo e in largo l'America stremata dalla Grande Depressione col loro strabiliante carico di donne-cannone, nani, mostri e animali esotici. Jacob Jankowski, giovane studente di veterinaria di Norwich, accetta di buon grado la proposta, avanzatagli da Zio Al, il megalomane proprietario del circo dei Fratelli Benzini, di curare gli animali del circo. In quel mondo, sottoposto ai capricci e agli umori del volubile direttore e domatore August Rosenbluth, Jacob viene profondamente turbato da due seducenti figure: Marlena, la bella moglie di Rosenbluth, la ragazza che lascia ogni sera stupefatti gli spettatori coi suoi numeri acrobatici ed equestri, e Rosie, l'immensa, pacifica elefantessa che brama limonate e sembra incapace di obbedire al più semplice dei comandi. Un turbamento pericoloso, visto che sia Marlena che Rosie sono in balìa di Rosenbluth, prime vittime della sua gelosia, dei suoi instabili umori e della sua inarrestabile violenza.



martedì 14 febbraio 2012

Top Ten Tuesday di San Valentino

Qualche settimana fa, ho scoperto questa meravigliosa rubrica del martedì del blog The broke and the bookish, ed essendo appassionatissima di classifiche mi sono ripromessa di parteciparvi quanto prima.

L'occasione di oggi - a proposito, auguri a chi festeggia e anche a chi non lo fa ^^ - capita a puntino. Il blog quest'anno non parla delle migliori 10 storie d'amore nei libri, ma l'anno scorso l'aveva fatto, quindi io aderisco all'appuntamento dell'anno scorso e vi elenco la mia...


...TOP TEN DELLE STORIE D'AMORE NEI LIBRI

1) Orgoglio e pregiudizio: Lizzie e Mr Darcy, un classico. La sua dichiarazione d'amore è un must!
2) Jane Eyre: Mr Rochester doveva essere un Daniel Craig di altri tempi ^^
3) Mille splendidi soli: Laila e Tariq sono una di quelle coppie che possono sfidare tutti i tempi..
4) Neve di primavera: Kiyoaki e Satoko, un amore che prende l'anima
5) Espiazione: Cecila, Robbie e un vestito verde molto scollato
6) Ho il tuo numero e
7) La regina della casa: non saranno dei cult, ma a me quelle storie d'amore lì piacciono ;)
8) HP: quante storie d'amore in una!
9) L'ombra del vento: nei suoi occhi c'era tutto il mondo...

e per l'ultimo posto, nonostante l'indecisione voto.. 

10) Mel di Liz Berry: un classico della mia adolescenza...quanto avrei voluto il fidanzato di Mel, bello, rockettaro e romantico!  ;P


E la vostra top ten amorosa, qual'è?

mercoledì 25 gennaio 2012

W..w...w...Wednesdays (2)

Della serie "A volte ritornano", questa settimana - dopo parecchie settimane ^^ - torna anche da parte mia la rubrica "libresca" del mercoledì ideata dal blog Should be reading.

Vi ricordo che bisogna rispondere a 3 domande:

What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)
What did you recently finish reading? (Cosa hai appena finito di leggere?)
What do you think you’ll read next? (Quale sarà il prossimo libro che leggerai?)

E andiamo a incominciare ;)

1) non sto leggendo niente  ^^ . Cioè, sono nella fase fine libro/inizio libro, quindi per ora inserirò il titolo che sto leggendo da agosto  o_O  e ancora non ho finito nonostante mi manchi poco..e non so se lo finirò :S

Il libro in questione è Espiazione di Ian McEwan

All'età di tredici anni, in un caldo giorno d'estate del 1935, Briony Tallis sente di essere diventata una scrittrice. La sera stessa, accusando di un crimine odioso un innocente, commette l'errore che la segnerà per tutta la vita.
Eppure la giornata era iniziata sotto i migliori auspici. C'era una commedia da mettere in scena, la prima che Briony avesse mai scritto, e le disavventure matrimoniali della zia Hermione le avevano fornito tre attori quasi perfetti, i cugini arrivati dal nord per trascorrere qualche tempo in casa Tallis. Da Londra invece sarebbe arrivato per il weekend l'amatissimo fratello maggiore Leon con un amico, nientemeno che un industriale della cioccolata. Soltanto la sorella maggiore Cecilia impensieriva Briony per il misterioso rapporto che la legava a Robbie Turner, figlio della loro donna di servizio.
Tutti i personaggi entrano in scena, nella commedia della vita non ci sono prove prima della recita, ogni gesto, ogni parola assume un carattere definitivo, e le responsabilità non si possono cancellare. Ci sono pregiudizi piú forti della generosità magnanima con cui i Tallis avevano sempre pagato gli studi a Robbie. C'è un'immaginazione, quella di Briony, piú forte di qualunque dubbio. Ed è importante per lei precisarlo: perché forse non ha davvero visto il colpevole del crimine, ma comunque sa chi è. Poi sarà troppo tardi per fermare la macchina dell'ingiustizia. La guerra arriva a spazzare via il vecchio mondo con le sue rassicuranti ipocrisie, e durante la ritirata verso Dunkerque Robbie Turner deve fare i conti con gli orrori della violenza, e con una voglia di vivere sconcertante, la voglia di realizzare il sogno d'amore che gli è stato rubato.
Nel frattempo Briony è cresciuta e, sulle orme della sorella, ha iniziato il tirocinio da infermiera in un ospedale di Londra, in prima fila nell'accoglienza dei feriti del fronte francese. Ha anche scritto un romanzo, influenzata da Virginia Woolf, una prima e provvisoria versione degli avvenimenti di quella sera del '35. Ma può un racconto cancellare una colpa? Non è forse lo scrittore come un dio davanti alla propria creazione, unico giudice? Se nessuno può condannarlo, certamente nessuno potrà assolverlo.


2) Ho appena finito di leggere La signora dei funerali di Madeleine Wickham, vero nome di Sophie Kinsella



Fleur Daxeny è bella e affascinante, ma soprattutto è una donna senza scrupoli. Fornita di uno straordinario guardaroba di eleganti abiti neri, consultati i necrologi sul "Times", Fleur si imbuca a funerali e commemorazioni puntando a conquistare ricchi vedovi inconsolabili. Dopo averli sedotti, e dopo aver messo mano alle loro carte di credito, Fleur scompare senza lasciare tracce, almeno fino all'incontro con una nuova, ignara vittima. Questo giochetto le riesce più volte. Ma quando si imbatte nel noioso e prevedibile Richard Favour alla commemorazione dell'amata moglie, qualcosa cambia. Ancora una volta, da vera professionista, Fleur riesce a far breccia nel cuore del povero vedovo, ma le cose non vanno esattamente come lei aveva previsto...









 
3) Il prossimo libro che leggerò sarà probabilmente Un lavoro sporco di Christopher Moore



Charlie Asher è contento, felice, appagato. Una bella moglie in attesa di un figlio. Un negozio di roba usata. Amici con i quali scambiare le solite quattro chiacchiere. Un'esistenza tranquilla. Quando l'adorata Rachel perde la vita mettendo alla luce la dolce Sophie, la situazione prende decisamente una brutta, bruttissima piega. Charlie, distrutto, inizia a vedere persone e oggetti che non dovrebbero esserci. Che non dovrebbero esistere. Un uomo altissimo color verde menta che appare e scompare a proprio piacimento. Enormi volumi usciti dal nulla che luccicano e si aprono su pagine dense di segreti sull'aldilà. Messaggi misteriosi conditi da teschi e ossa. Corvi spettrali che svolazzano in ogni dove. Conoscenti, amici o perfetti sconosciuti che cominciano a morire. I casi sono due: o Charlie sta impazzendo o qualcosa, qualcuno l'ha scelto per una missione neppure troppo piacevole. Qualcuna, più precisamente, con tanto di falce e nero sudario vuole essere sostituita o aiutata. Ehi, è Un lavoro sporco, ma bisogna pur farlo…






E voi? che state leggendo/avete letto/leggerete? ^^

domenica 24 luglio 2011

In principio era il verbo


L'incipit della Bibbia. Nella sua tesi di laurea, una mia cara amica rifletteva che se un testo sacro di tale importanza si apre con questa frase, è perchè la parola ha un'importanza straordinaria. Provate a pensare, le parole creano realtà, modificano situazioni, possono annullare intere civiltà.
E oggi voglio riflettere proprio sulla parola scritta (e letta), visto che è di ieri la notizia che è appena stato varato un provvedimento per bloccare gli sconti selvaggi delle grandi librerie online:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=157016&sez=HOME_SPETTACOLO
Ufficialmente ciò si è reso necessario per tutelare la piccola editoria, messa in grave difficoltà da questi colossi.....io non sono così preparata in materia da discutere in merito, ma per me sotto c'è dell'altro, e sempre per me ciò significherà rinunciare a un bel risparmio e su cosa? sui libri, che aprono la mente, che aiutano a sviluppare il pensiero indipendente...è vero, per fortuna ci rimangono le biblioteche ma IO voglio comprarli i libri, e voglio essere libera di usufruire di sconti come ce ne sono sui vestiti in tempi di saldi, o sugli elettrodomestici.
Per questo, se siete d'accordo con me e avete FB (io non sono iscritta), vi chiedo di aderire a a questo gruppo:
http://it-it.facebook.com/pages/Sconto-del-15-sui-libri-No-Grazie-Voglio-di-pi%C3%B9/240838249273079?sk=wall
Forse non servirà a niente, ma perlomeno faremo rumore!!!!

Chiudo con una frase tratta da Una stanza tutta per sè della grande Virginia Woolf, riguardante un tempo in cui alle donne era precluso l'accesso alle biblioteche, e vi prometto che in questa settimana vi svelerò il (o i? ^^) vincitore del mio giveaway simbolico ;) :

« Chiudete a chiave le vostre biblioteche, se volete; ma non c'è cancello, né serratura, né chiavistello che voi possiate mettere alla libertà del mio pensiero.»

Non smetterò mai di leggere e di pensare con la mia testa, mia cara Italia!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!



giovedì 31 marzo 2011

A.A.A. cercasi libro da dieci e lode

Ultimamente le mie letture non si sono rivelate granchè soddisfacenti; sì, letture piacevoli, per passare un po' il tempo, ma niente a paragone di un bel libro che ti fa star sveglia la notte o trascurare i pasti principali.
Questo ha inciso anche sul mio ritmo di lettura, e da inizio anno ho letto solo 3 libri e ora sono al 4°:

- L'ombra del vento, di Zafon
- Amabili resti, della Sebold
- Un giorno, di David Nicholls 
- La ragazza che giocava con il fuoco, di Larsson (in corso).

Ora, per la prossima lettura ho già in mente un'idea (Chiedi perdono, di Ann-Marie MacDonald), però non vorrei che si rivelasse anche questo una mezza delusione :S
Perciò, chiedo aiuto a voi, miei 42 followers ^^   e a voi lettori occasionali nascosti, o anche a voi estranei: consigliatemi un libro da dieci e lode! Uno di quei libri che ti toglie il fiato e ti rafforza l'amore per la parola scritta! Unico limite: dovrete scegliere tra i miei libri comprati e non ancora iniziati. Come? Sul lato sinistro c'è un link che vi riporta alla mia libreria su Anobii. Lì ci sono tutti i libri che ho fisicamente in casa; cliccate tra i non iniziati e ne troverete tantissimi! Se poi volete anche darmi consigli per il futuro, così, tanto per fare aumentare la mia già bella cicciotta wish-list, son sempre ben accetti! ;)

Per darvi un'idea di quali siano i miei gusti in fatto di libri, vi posto due delle mie top-five. Ecco i miei preferiti:

CLASSICI:
- Il maestro e Margherita (Bulgakov)
- Cent'anni di solitudine (G.G.Marquez)
- Neve di primavera (Yukio Mishima)
- Jane Eyre (Charlotte Brontë)
- Una stanza tutta per sè (Virginia Woolf)

CONTEMPORANEI:
- Oceano mare (Baricco)
- Mille splendidi soli (Hosseini)
- L'eleganza del riccio (M. Barbery)
- L'alchimista (Paulo Coelho)
- Uomini che odiano le donne (Larsson)

Vi prego, accorrete numerosi!!!

venerdì 18 marzo 2011

Friday Finds (1)



È venerdi, dunque è tempo di Friday Finds, un'altra rubrica ideata da Should be reading, che consiste nel presentarvi i libri che ho scoperto questa settimana e che mi paiono interessanti, siano essi vecchi, nuovi, italiani o stranieri. Non mi assumo la responsabilità di inserimenti imprevisti in wish-list ;)

Questa settimana vi parlo di:

Balzac e la piccola sarta cinese di Dai Sijie (Adelphi)


Trama:

La storia è ambientata nella Cina di Mao durante la rivoluzione culturale. Due giovani borghesi vengono mandati in un piccolo paese di montagna per cominciare la rieducazione, lontani dalle loro famiglie sono sottoposti al lavoro fisico e alla povertà. I due ragazzi privi di istruzione in seguito alle chiusure delle scuole imposto dalla situazione politica, quando si trovano in possesso di una valigia colma di romanzi proibiti nel loro paese ne restano affascinati e li divorano sotto le coperte di notte con piccole fiammelle a dar luce.

L’altro personaggio, la vera protagonista è la piccola sarta cinese della quale se ne innamorano entrambi i ragazzi, uno diventerà l’amante, mentre l’altro lascerà nel silenzio il suo desiderio nel rispetto dell’amico. La piccola sarta cinese scoprirà attraverso i libri e il legame con i due giovani un nuovo mondo, entrerà in contatto con una parte di sé fino ad allora sconosciuta e spiccherà il volo.


Cuore di ghiaccio, di Almudena Grandes (Guanda)





















Trama:

Alla sua morte, Julio Carrión, influente uomo d'affari arricchitosi negli anni d'oro del franchismo, lascia in eredità ai figli un impero immobiliare considerevole e un passato costellato di ombre, che non ha mai amato rievocare. Il giorno del funerale suo figlio Alvaro, il ribelle della famiglia, l'unico che non ha voluto seguire le orme paterne, è attratto e incuriosito dalla presenza di una bella donna che si tiene in disparte e osserva la scena, forse l'ultima amante di suo padre. A differenza di Alvaro, Raquel Fernàndez Perea, figlia e nipote di repubblicani esuli in Francia, conosce molto bene la storia dei suoi genitori e dei nonni: gli anni euforici della Repubblica, la Guerra Civile, la fuga, l'esilio in Francia, la Resistenza, la morte di Franco festeggiata da lontano, l'amore-odio per la Spagna e il desiderio di tornare in patria. Alvaro e Raquel sono destinati a incontrarsi ancora - galeotti alcuni fondi aperti dal defunto presso la banca dove lei lavora -, e per loro sarà arduo sottrarsi alla forza di una passione trascinante, che rischia di mettere in discussione tutte le certezze acquisite e di lasciare irrompere nella loro vita vecchie vicende famigliari e drammatici segreti... "Una delle due Spagne ti gelerà il cuore." Queste parole, prese in prestito da una poesia di Antonio Machado, danno forma alla storia poderosa ed emozionante di due famiglie emblematiche che attraversano il passato recente delle "due Spagne": vicende individuali e, insieme, collettive, che Almudena Grandes intesse in un immenso affresco epico, ma anche drammatico, lirico e sentimentale, abitato da personaggi indimenticabili.


La figlia dell'aggiustaossa di Amy Tan (Feltrinelli)



Trama:

LuLing e Ruth. Madre e figlia. Cina e Stati Uniti. Due persone, due mondi si affrontano e si intersecano in un delicato arazzo di affetti e rancori. Ruth, quarantasei anni, è cinese solo nelle fattezze: la sua professione, la lingua, il modo di interpretare la realtà sono quelli di un'americana di oggi. LuLing ha più di settant'anni. La tragica occupazione nipponica precedente la Seconda guerra mondiale e una serie di disgrazie familiari l'hanno costretta a lasciare il suo paese. Pur avendo vissuto per mezzo secolo negli Stati Uniti, è profondamente legata alla terra d'origine. Le sue paure, le ansie e le superstizioni sono ancora quelle di una figlia dell'Impero Celeste. LuLing vive sola, si mantiene con un povero sussidio e comincia a mostrare i segni del morbo di Alzheimer: fughe improvvise, comportamenti irrazionali, una confusione mentale che la porta a mescolare il presente con le tristi vicende del passato. Colpita da questa circostanza, Ruth decide di far tradurre dal cinese un manoscritto che, anni prima, la madre le aveva affidato pregandola di leggerlo (cosa che lei aveva sempre rinviato fino a dimenticarsene), per avvicinarsi al suo passato. E, in effetti, il passato si rivela colmo di sorprese. Ruth infatti scopre che il suo bisnonno era un 'aggiustaossa' e apprende segreti familiari inimmaginabili, rivelazioni che scavano dei solchi nella sua identità, acuiscono la sua sensibilità, le suggeriscono nuovi pensieri, che, in un sottile gioco di riflessi, si mescolano alle figure sorprendenti del racconto materno.

E terminiamo con un gustosissimo chick-lit! ^^

La moglie peggiore del mondo di Polly Williams (Piemme)



Trama:

Calzini sporchi, piatti da lavare, panni da stirare e un guardaroba che assomiglia più a quello di una teenager che a quello di una trentaquattrenne con un marito e un figlio. Sadie non è proprio un esempio di perfezione, anzi il contrario. E poi ha un dono davvero speciale: «essere nel posto sbagliato al momento sbagliato». Così quando si presenta in ritardo a un pranzo di lavoro del marito, indossando una maglietta con scritto a caratteri cubitali "Leccami", la situazione precipita.
Fino a quel momento suo marito Tom l’ha sempre amata per quello che è. Sì, forse un po’ disordinata, costantemente in ritardo e scombinata nel conciliare il suo lavoro di floral designer con le necessità familiari. Ma è anche creativa, fantasiosa ed esuberante.
Eppure da qualche tempo suo marito non sopporta più le sue stravaganze. Il lavoro di Tom è diventato sempre più importante e lui vorrebbe al suo fianco una moglie più matura e meno pasticciona. Sadie non sa proprio che cosa fare. All’improvviso tutte le altre donne le sembrano più belle, più brave, più adeguate di lei. Che sia davvero la moglie peggiore del mondo?
Sarà Enid, un’anziana signora, sua cliente, a ridarle fiducia con i suoi preziosi consigli. Bastano pochi accorgimenti: un paio di ricette dolci e gustose, un finto amante e un look decisamente provocante per mettere un pizzico di pepe nella relazione. Ma dopo mille tentativi di diventare una moglie perfetta, Sadie scoprirà che l’unica ricetta per far funzionare il suo matrimonio è mescolare l’amore con una buona dose di pazienza, condendo il tutto con tante risate e ironia.

martedì 1 marzo 2011

Teaser Tuesday (1)

Ed ecco un'altra bella iniziativa del già citato blog Should be reading: l'iniziativa del martedi consiste appunto nel proporre due brani del libro che si ha in lettura, cercando di non anticipare troppo. Ecco le regole (in inglese e poi in italiano):





  • Grab your current read










  • Open to a random page










  • Share two (2) “teaser” sentences from somewhere on that page










  • BE CAREFUL NOT TO INCLUDE SPOILERS! (make sure that what you share doesn’t give too much away! You don’t want to ruin the book for others!)










  • Share the title & author, too, so that other TT participants can add the book to their TBR Lists if they like your teasers








  • Ovvero:

    • Prendi il libro che stai leggendo
    • Apri una pagina a caso
    • Copia due pezzi "teaser" da una parte di questa pagina
    • STAI ATTENTO A NON SCRIVERE SPOILERS! (assicurati di non condividere troppe cose! Non si deve rovinare il libro agli altri!)
    • Indica il titolo e l'autore, in modo che gli altri Teaser Tuesday partecipanti possano aggiungerlo alla loro lista dei desideri se il libro è piaciuto

    Il libro che sto leggendo ora è Un giorno di David Nicholls, per un GDL con delle amiche...a proposito, mi riprometto di non farne altri!   X_x   So, let's start!
    Adesso è scivolato fuori da letto e fissa nudo la segreteria telefonica. Avrebbe voglia di rispondere.
    «Non so a che ora tornerò, hai presente quanto sono imprevedibili queste recite scolastiche...
    È il pazzo mondo dello spettacolo, d'altra parte. Ti chiamo dopo. In bocca al lupo, Dex. Ti voglio bene. A proposito, fammi un favore: cambia quel messaggio sulla segreteria ».

    E mette giù. Dexter valuta se richiamare subito, ma forse la tattica migliore sarebbe tenere il broncio ancora un po'. L'ennesima litigata. Lei è convinta che Ian gli stia sulle palle e, nonostante lui smentisca sempre con veemenza, è incontestabile che gli sta sulle palle.
    (Un giorno di David Nicholls, pag. 184)

                                   -------------------------------------------------

    Dai piccoli altoparlanti arriva la Danza della Fata Confetto.  « Mi concede questo ballooooo?» grida lui. Alza il volume con il comignolo e comincia a danzare un valzer ubriaco per la stanza, con Jasmine in braccio. Adesso lei si stiracchia, le dita affusolate che si stringono e distendono, e per la prima volta guarda suo padre con qualcosa di diverso da una smorfia di disgusto. Lui coglie un riflesso del proprio viso che gli sorride. La bacia sulle labbra, facendole gli occhioni. Lei ride.  «E brava la mia bambina!» dice. «Sei il mio tesoro». La cosa gli mette buonumore e allora gli viene un'idea.
    (Un giorno di David Nicholls, pag. 360)


    mercoledì 16 febbraio 2011

    W..w...w...Wednesdays (1)


    Questa settimana partecipo anche io alla divertente rubrica ideata dal blog Should be reading.
    Le regole sono molto semplici, bisogna rispondere a 3 domande:


    What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)
    What did you recently finish reading? (Cosa hai appena finito di leggere?)
    What do you think you’ll read next? (Quale sarà il prossimo libro che leggerai?)

    E dunque:



    1) Sto leggendo Un giorno di David Nicholls


    
    
    È l'ultimo giorno di università, e per due ragazzi sta finendo un'epoca. Emma e Dexter sono a letto insieme, nudi. Lui è alto, scuro di carnagione, bello, ricco. Lei ha i capelli rossi, fa di tutto per vestirsi male, adora le questioni di principio e i grandi ideali. Si sono appena laureati, l'indomani lasceranno l'università. È il 15 luglio 1988, e per la prima volta Emma e Dexter si amano e si dicono addio. Lui è destinato a una vita di viaggi, divertimenti, ricchezza, sempre consapevole dei suoi privilegi, delle sue possibilità economiche e sociali. Ad attendere Emma è invece un ristorante messicano nei quartieri nord di Londra, nachos e birra, una costante insicurezza fatta di pochi soldi e sogni irraggiungibili. Ma per loro il 15 luglio rimarrà sempre una data speciale. Ovunque si trovino, in qualunque cosa siano occupati, la scintilla di quella notte d'estate tornerà a brillare. Dove sarà Dexter, cosa starà combinando Emma? Per venti anni si terranno in contatto, e per un giorno saranno ancora assieme. Perché quando Emma e Dexter sono di nuovo vicini, quando chiacchierano e si corteggiano, raccontandosi i loro amori, i successi e i fallimenti, solo allora scoprono di sentirsi bene, di sentirsi migliori. Un giorno cattura l'energia sentimentale delle grandi passioni: i cuori spezzati, l'intricato corso dell'amore e dell'amicizia, il coraggio, le attese e le delusioni di chiunque abbia desiderato una persona che non può avere.



    2) Ho appena finito di leggere Amabili resti di Alice Sebold



    Susie, tredicenne, è stata assassinata da un serial killer che abita a due passi da casa. È stata adescata da quest'uomo dall'aria perbene, che la stupra, poi fa a pezzi il cadavere e nasconde i resti in cantina. Il racconto è affidato alla voce di Susie, che dopo la morte narra dal suo cielo la vicenda con inedito effetto straniante. Il libro procede avvincente come un giallo: vogliamo sapere chi l'ha uccisa, cosa fa l'assassino, come avanzano le indagini, come reagisce la famiglia. Ed è Susie che ci racconta tutto questo, aumentando così la nostra partecipazione emotiva. Lei 'fa il tifo' per suo padre quando, opponendosi alla svolta che hanno preso le indagini di polizia, capisce chi è il vero assassino e, pur non avendo le prove, cerca d'incastrarlo. "Amabili resti" è un romanzo che ci commuove come raramente succede, senza mai però indulgere a sentimentalismi. La vita dei genitori, dei fratelli e degli amici di Susie irrimediabilmente spezzate dalla sua tragica scomparsa, vengono raccontate con una freschezza e una verità miracolose. E Susie aiuterà tutti, i lettori per primi, a riconciliarsi con il dolore del mondo.






    3) Il prossimo libro che leggerò è  La ragazza che giocava con il fuoco di Stieg Larsson



    Mikael Blomkvist è tornato vittorioso alla guida di Millennium, pronto a lanciare un numero speciale su un vasto traffico di prostituzione dai paesi dell'Est. L'inchiesta si preannuncia esplosiva: la denuncia riguarda un intero sistema di violenze e soprusi, e non risparmia poliziotti, giudici e politici, perfino esponenti dei servizi segreti. Ma poco prima di andare in stampa, un triplice omicidio fa sospendere la pubblicazione, mentre si scatena una vera e propria caccia all'uomo: l'attenzione di polizia e media nazionali si concentra su Lisbeth Salander, la giovane hacker, "così impeccabilmente competente e al tempo stesso così socialmente irrecuperabile", ora principale sospettata. Blomkvist, incurante di quanto tutti sembrano credere, dà il via a un'indagine per accertare le responsabilità di Lisbeth, "la donna che odia gli uomini che odiano le donne". È lei la vera protagonista di questo nuovo episodio della Millennium Trilogy, un thriller serrato che all'intrigo diabolico unisce un'acuta descrizione della società moderna, con le sue contraddizioni e deviazioni, consegnandoci con Lisbeth Salander un personaggio femminile unico, commovente e indimenticabile.


    Aspetto che qualcuno mi lasci le sue risposte ;)

    martedì 15 febbraio 2011

    Sondaggio libresco

    La mia amica Imma oggi sul suo blog proponeva questo test/sondaggio, che io, dato il mio amore per le classifiche ^^, mi affretto a fare:


    Quanti libri hai letto nel 2010? Ne ho letti 27 per un totale di 7482 pagine.

    Quanti erano romanzi e quanti no? Tutti romanzi.

    Il miglior libro letto? Nel 2010 “Uomini che odiano le donne” di Stieg Larsson; in assoluto "Il maestro e Margherita" di Bulgakov  


    Il libro più brutto? "Il silenzio perfetto" di Ilaria Mazzeo


    Il libro più vecchio? “La bella addormentata nel bosco”, versione per bambini, usato per imparare a leggere ^^ 


    Il libro più recente? “Un giorno” di David Nicholls, l’ho iniziato ieri per il GDL.

    Qual è il libro con il titolo più lungo?  "La vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo" di Laurence Sterne.

    Quello con il titolo più corto? "Seta" di Alessandro Baricco.

    Quanti libri hai riletto? “Harry Potter e i doni della morte" della Rowling, unica vera rilettura; ogni tanto rileggo velocemente qualche libro di cui ho voglia, ma in un mezza giornata, giusto alcuni passaggi.

    Quali vorresti rileggere?  Mah...forse "L'eleganza del riccio della Barbery.

    I libri più letti dello stesso autore di quest'anno?  Nello scorso anno tutti autori diversi (sfida dell'alfabeto!).

    Quanti di questi sono stati presi in biblioteca? Nessuno.

    Dei libri letti quanti erano nel formato e-book? Nessuno. Amo troppo l'oggetto libro per usare gli ebook.

    sabato 29 gennaio 2011

    In my mailbox (1)

    Questo sabato posso partecipare anche io alla rubrica del sabato In my mailbox, ideata da Kristy del sito The Story Siren.
    La rubrica consiste nel parlare dei libri che abbiamo trovato nella nostra cassetta delle lettere, che posso essere stati mandati da case editrici, da autori/autrici, comprati, scambiati eccetera.
    Questa settimana posso farlo anche io visto che martedi, la famosa giornata dazed and confused, mi è arrivato il libro che mi ha spedito la mia amica virtuale Elena, e cioè:


    ESTASI CULINARIE - Muriel Barbery





    Autore: Muriel Barbery
    Titolo: Estasi culinarie
    Editore: E/O
    Prezzo: 8,00 €
    Pagine: 139


    TRAMA:

    Nel signorile palazzo di rue de Grenelle monsieur Arthens, il più grande critico gastronomico del mondo, il genio della degustazione, è in punto di morte. Il despota cinico e tremendamente egocentrico, che dall'alto del suo potere smisurato decide le sorti degli chef più prestigiosi, nelle ultime ore di vita cerca di recuperare un sapore primordiale e sublime, un sapore provato e che ora gli sfugge, il Sapore per eccellenza, quello che vorrebbe assaggiare di nuovo, prima del trapasso. Ha così inizio un viaggio gustoso e ironico che ripercorre la carriera di Arthens dall'infanzia ai fasti della maturità, attraverso la celebrazione di piatti poveri e prelibatezze haute cuisine. A fare da contrappunto alla voce dell'arrogante critico c'è la nutrita galleria delle sue vittime (i familiari, l'amante, l'allievo, il gatto e anche la portinaia Renée), ciascuna delle quali prende la parola per esprimere il suo punto di vista su un uomo che, tra grandezze pubbliche e miserie private, sembra ispirare solo sentimenti estremi, dall'ammirazione incondizionata al terrore, dall'amore cieco all'odio feroce.


    Adorando i libri e la cucina (nonostante questo pomeriggio sia stata fortemente tentata dal buttare dal balcone l'impasto per la crostata che oggi proprio non voleva saperne), e avendo adorato già L'eleganza del riccio della Barbery, credo che mi piacerà ^^

    E voi, avete comprato/scambiato/ricevuto qualche libro questa settimana?

    mercoledì 26 gennaio 2011

    Le manie (letterarie) di Satoko

    Sono sempre stata una lettrice appassionata. Fin da piccola, quando mia madre, per farmi imparare a leggere, mi faceva ripetere all’infinito ad alta voce la versione semplificata de “La bella addormentata nel bosco” (dev’esser stato quello ad avermi causato danni irreversibili)
    Con gli anni sono notevolmente peggiorata; mi son ritrovata ad essere una goccia isolata nel mare magnum del popolo dei non–lettori, e ancora di più di coloro che non comprano libri: io ne compro più di quanti riesca a leggerne in un anno.
    La mia rovina definitiva è stata la scoperta di Anobii: da allora, la passione della lettura si è unita alle mie manie di fare liste, statistiche e simili. Non ha unito la scoperta di mooolte amiche virtuali appassionate di libriE così, in poco tempo  mi son ritrovata a fare considerazioni su:
    - Il mio libro preferito. Anzi no, facciamo i miei 5 preferiti. Facciamo 10. Facciamo i miei 5 da bambina e i miei 5 da adulta.
    - Il più bel libro letto quest’anno. Magari i più bei 5 (variante: il più brutto/i più brutti).
    - Il mio personaggio preferito. Ehm, i miei tre personaggi preferiti. E i 3 personaggi peggiori.
    - Il mio autore preferito, No dai, non posso sceglierne uno solo, facciamo 3.
    - Oddio, questo mese ho letto solo 2 libri.
    - Non è possibile che io non abbia mai letto nessun autore con la Q.
    - Mmmmmm, e un classico, non ce lo mettiamo nella lista dei libri da leggere quest’anno?
    - Magari mi faccio un Gidielle (leggasi: non un aspirante partecipante a qualche reality, ma GDL = Gruppo di Lettura).
    - Woooow, su BOL c’è il 3x2. E però su Feltrinelli c’è la consegna gratis a 19 €. E però su IBS c’è lo sconto sui reminders. E però su Libraccio ci sono offerte sulle nuove uscite. Oddio. Hanno aperto anche Amazon Italia.
    - Porca paletta, come fa questa ad aver letto 1500 libri???? devo leggere di più!

    Ora. Ditemi voi quanto può resistere una persona qualsiasi a tutto ciò. E soprattutto, ditemi che non sono la sola ad esser così! O_o

    mercoledì 5 gennaio 2011

    Di classifiche e bilanci (libreschi)


    Di un anno che passa, mi piace fare il bilancio. Anche di sfuggita, tra un dolce natalizio e l’altro, ma lo devo fare. Tralasciando quelli filosofico-esistenziali (chi siamo? da dove veniamo? dove andiamo?),  un bilancio che faccio sempre è quello dei libri. Adoro leggere, ma non sono quasi mai arrivata a leggere più di un libro, un libro e mezzo al mese, perché mi piace leggere lentamente, gustandomi momenti e situazioni.. Quest’anno grazie ad Anobii (e alla sfida dell’alfabeto), mi sono superata: 27 libri letti per 7485 pagine!
    Ecco la mia personalissima classifica delle migliori e peggiori letture 2010 (le recensioni sono le stesse che ho su Anobii ^^):
    BEST OF:
    Uomini che odiano le donne, Stieg Larsson


    Trama (da Ibs):
    Sono passati molti anni da quando Harriet, nipote prediletta del potente industriale Henrik Vanger, è scomparsa senza lasciare traccia. Da allora, ogni anno l'invio di un dono anonimo riapre la vicenda, un rito che si ripete puntuale e risveglia l'inquietudine di un enigma mai risolto. Ormai molto vecchio, Henrik Vanger decide di tentare per l'ultima volta di fare luce sul mistero che ha segnato tutta la sua vita. L'incarico di cercare la verità è affidato a Mikael Blomkvist: quarantenne di gran fascino, Blomkvist è il giornalista di successo che guida la rivista Millennium, specializzata in reportage di denuncia sulla corruzione e gli affari loschi del mondo imprenditoriale. Sulle coste del Mar Baltico, con l'aiuto di Lisbeth Salander, giovane e abilissima hacker, indimenticabile protagonista femminile al suo fianco ribelle e inquieta, Blomkvist indaga a fondo la storia della famiglia Vanger. E più scava, più le scoperte sono spaventose.
    Recensione:
    Il primo volume della Millennium Trilogy, dell’ormai defunto (in circostanze misteriose) Stieg Larsson, è riuscito a entrare a pieno titolo nella mia top five di sempre, nonostante sia un thriller, genere di cui non sono mai stata particolarmente appassionata. Scritto impeccabilmente, la costruzione è ottimale, avvincente e l'opera scorre via come l'olio nonostante la mole notevole; i personaggi di Mikael e Lisbeth sono affascinanti, gli incastri della storia hanno tutti una ragione d'essere...Non vedo l’ora di leggere gli altri due volumi che seguono! ;)
    L’eleganza del riccio, Muriel Barbery


    Trama (da Ibs):
    Parigi, rue de Grenelle numero 7. Un elegante palazzo abitato da famiglie dell'alta borghesia. Ci vivono ministri, burocrati, maitres à penser della cultura culinaria. Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée, che appare in tutto e per tutto conforme all'idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente. Niente di strano, dunque. Tranne il fatto che, all'insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta che adora l'arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Cita Marx, Proust, Kant... dal punto di vista intellettuale è in grado di farsi beffe dei suoi ricchi e boriosi padroni. Ma tutti nel palazzo ignorano le sue raffinate conoscenze, che lei si cura di tenere rigorosamente nascoste, dissimulandole con umorismo sornione. Poi c'è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita (il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno). Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre, segretamente osservando con sguardo critico e severo l'ambiente che la circonda. Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l'uno dell'impostura dell'altro, si incontreranno solo grazie all'arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée.
    Recensione:
    Questo libro non è perfetto: parte in salita, è pieno di digressioni filosofiche che a volte (o spesso) vi annoieranno, di tanto in tanto vi verrà voglia di prendere a calci svariati personaggi, e il finale è triste. Quindi non è perfetto. O forse si? Perché, del resto, quel che è rappresentato veramente in quest'opera è la vita in tutte le sue sfaccettature, con gli elementi che solitamente la compongono: la delicatezza, l'ironia, la tragicità, la leggerezza, il “significato e l'emozione”. Perché, come ho letto in un commento, c'è un finale che non si vorrebbe ma che serve, che disorienta ma, riflettendoci (rifletteteci, non partite in quarta con le recriminazioni!), fa anche sperare. Perché può darsi che si sia portati a considerare i personaggi principali come snob o inverosimili, ma le loro vite, riflessioni, speranze e paure rimangono attaccate all'anima, arrivano fin nel profondo e ci rimangono. Perché la costruzione e la prosa saranno anche esercizi di stile, ma sono realmente perfetti ed eleganti. L'apparenza inganna quasi sempre. Vale anche in questo caso, per Renée, Paloma, e per l'impressione che dà all'inizio questo libro. Immerso in un'atmosfera franco-giapponese, tra un tè al gelsomino, una camelia e qualche prezioso incontro raffinato, vi commuoverà fino alle lacrime.
    La solitudine dei numeri primi, Paolo Giordano


    Trama (da IBS):
    Alice è una bambina obbligata dal padre a frequentare la scuola di sci. È una mattina di nebbia fitta, lei non ha voglia, il latte della colazione le pesa sullo stomaco. Persa nella nebbia, staccata dai compagni, se la fa addosso. Umiliata, cerca di scendere, ma finisce fuori pista spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canale innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno. Mattia è un bambino molto intelligente, ma ha una gemella, Michela, ritardata. La presenza di Michela umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei e per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia abbandona Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei. Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le loro esistenze si incroceranno, e si scopriranno strettamente uniti, eppure invincibilmente divisi.
    Recensione:
    È la storia di Alice e Mattia, due ragazzi inadatti, “immobili”, condannati a farsi del male.
    Le loro esistenze, segnate ineluttabilmente da un evento traumatico primigenio che le ha portate a discostarsi dall'ordinarietà, sono due mancanze, due solitudini che s'incrociano, si cercano, si rincorrono, illudendosi – invano – di potere, attraverso la loro affinità, riassegnarvi un senso.
    La loro struggente storia, così potenzialmente vera, si sente sulla pelle, e toglie il fiato, e spezza il cuore; lascia l'amaro in bocca come solo la realtà, in tutta la sua spietatezza, sa fare.
    La solitudine dei numeri primi non è piaciuto quasi a nessuno …molte amiche mi hanno detto che hanno trovato i personaggi antipatici e deprimenti, e può essere che lo siano ... ma provate a pensare, anche nella realtà, a persone che subiscano un grosso trauma all'affacciarsi della vita che le portino, loro malgrado, a deviare dalla normalità..penserete che i protagonisti, successivamente, un po' le sfighe se le cercano, ma chi può dire cosa può accadere in tali casi in una mente non ancora formata, senza strumenti, senza aiuto dagli altri? (perché Alice e Mattia sono soli, vengono abbandonati dopo le disgrazie che capitano loro, nessun adulto se ne interessa). L'unica cosa che sanno fare è farsi del male. E quindi anche il finale, benchè non sia questa gran cosa, è un passo avanti, perché, anche se in minima parte, i due smettono di ledersi.
    Sarà perché anche io ne ho passata qualcuna, anche in tenera età, che mi ha segnato, ma io li sento molto questi due personaggi (anche se io non sono così autolesionista), e sono convinta che chi non ha amato questo libro, in fondo è perché non l'ha capito, non perché i lettori siano stupidi (non tutti, almeno), ma perché, per fortuna, molti non hanno sperimentato eventi così funesti o, se lo hanno fatto, hanno saputo reagire rialzandosi - beati loro. Ma non tutti ne sono capaci, e non tutte le ferite smettono di sanguinare.
    L’orribile karma della formica, David Safier


    Trama (da Anobii):
    Da affascinante conduttrice televisiva a formica! E tutto per colpa della sua sfrenata ambizione e del suo cattivo carattere. Una punizione tremenda per la povera Kim, che perde in un colpo il marito, la sua bimba e finisce a un livello infimo nella scala delle reincarnazioni. Ora per lei c'è un solo modo per correre ai ripari: tentare la difficile risalita da insetto a essere umano, passando per una serie di altre, certo orribili, forme animali. Riuscirà a rientrare nel corpo di una donna e a impedire che il consorte finisca definitivamente tra le braccia della sua ex migliore amica?
    Recensione:
    Avevo letto commenti che lo indicavano come tra i libri più divertenti di tutti i tempi. Beh, non è così. Però divertente è divertente, ma è anche commovente, e lascia spazio alla riflessione. E soprattutto, non guarderete mai più allo stesso modo un porcellino d’India. O una formica. O una dorifora della patata, ammesso che riusciate a vederla *^^*
    Agnes Browne mamma, Brendan O’ Carroll


    Trama (da IBS):
    Agnes Browne, trentaquattro anni, bella, proletaria, simpatia irresistibile, ha un banco di frutta e verdura al mercato del Jarro, turbolento quartiere popolare di Dublino, sette figli come sette gocce di mercurio e un'autentica venerazione per Cliff Richard. Purtroppo ha anche un marito che lascia i suoi guadagni agli allibratori, per poi rifarsi con lei a suon di ceffoni. Ogni mattina Agnes esce di casa alle cinque per incontrare l'amica Marion e iniziare insieme la giornata in allegria. Ogni venerdì gioca a bingo, per poi finire al pub di fronte a una pinta di birra e a un bicchiere di sidro. Non una gran vita, a parte le risate con Marion e le altre, al mercato. Finché, un bel giorno, Rosso Browne muore, lei rimane sola e comincia a godersi davvero l'esistenza. E l'inizio di un carosello di vicende esilaranti, in coppia con Marion, autentico genio comico, e alle prese con i figli che le propinano dilemmi adolescenziali, obbligandola a improvvisarsi consigliera (con grande spasso dei pargoli) o a vestire i panni dell'angelo vendicatore. Insomma, senza quel treppiede del marito attorno, la nostra Agnes pare tornata la ragazza dublinese che è stata - tanto che non manca uno spasimante, un affascinante bell'imbusto francese ignaro degli equivoci della lingua inglese. Intanto la vita continua, nella Dublino di fine anni settanta, tra gioie e dolori, un colpo basso della sorte e un girotondo di risate con Marion, i figli che crescono e, in testa, un sogno che sembra irrealizzabile.
    Recensione:
    Primo capitolo della saga di Agnes Browne, immagine e incarnazione della Dublino proletaria degli anni 70, altrettanto bella e altrettanto piena di problemi. Insieme ad Agnes si ride, si piange, ci si commuove, ci si arrabbia per gli scherzi tragici del destino. Per chi ha visitato Dublino, tra l'altro, in questo libro se ne ritrova tutto lo spirito. Last but not least, mi ha fatto scoprire la casa editrice Neri Pozza, davvero una garanzia di qualità ;)
    WORST OF:
    La banda dei brocchi, Jonathan Coe


    Trama (da IBS):
    Trotter, Harding, Anderton e Chase: sembra il nome di un prestigioso studio legale; in realtà si tratta di un quartetto di giovani amici, che frequenta un liceo elitario di Birmingham, quel tipo di scuola che preleva giovani intelligenti dal loro background ordinario e li fa atterrare in una classe sociale diversa da quella dei loro genitori. I ragazzi sono destinati a carriere importanti, mentre i genitori rimangono impantanati nel loro mondo di matrimoni sciovinisti, scontri sindacali, guerre di classe e di razza e ignoranza culturale. Siamo negli anni Settanta, anni in cui si susseguono sconvolgimenti sociali, lotte politiche, attentati dell'Ira. Su questo mare in tempesta cercano di destreggiarsi, con alterne fortune, i quattro ragazzi.
    Recensione:
    Ho iniziato questo libro con un'aspettativa da 10 e lode, visto le ottime critiche (quasi) unanimi...ed effettivamente c'è una storia che impostata diversamente poteva essere davvero piacevole, ma in realtà è noiosa come poche.. dei 4 citati protagonisti in realtà solo 2 (1 e mezzo) portano avanti la trama, che procede talvolta in tempi e luoghi diversi dalla vicenda narrativa principale...la vita dell'Inghilterra degli anni 70 che fa da sfondo è un susseguirsi di descrizioni (di scioperi, gruppi musicali, lotte di classe etc), riflessioni, citazioni che francamente non aggiunge niente e toglie parecchio smalto … La realtà dei genitori dei protagonisti è sbiandita tanto quanto la loro età; le descrizioni nelle scene di sesso sono degne della peggior specie di pornografia senza talento (una locuzione come “succo vaginale” mi ha lasciata disgustata come poche volte nelle mie letture, e non perché sia una benpensante), l'ironia ..semplicemente non è ironica..
    Le due pecche più gravi di questo libro, a mio parere, sono: 1) il pochissimo coinvolgimento (dove sono i palpiti e i turbamenti dell'adolescenza? dov'è la crescita e la formazione? se non fosse per il povero Benjamin che ogni tanto smuove le acque, la storia sarebbe calma piatta) 2) il finale mancante. Nell'ultima pagina, una laconica nota dell'autore ci informa che il libro avrà un seguito (Il circolo chiuso) ...che io non comprerò ^_^
    Neve sottile, Jun’ichirō Tanizaki




    Trama (da Ibs):
    Scritto negli anni della Seconda guerra mondiale (e anche censurato dal governo giapponese per la freddezza con cui Tanizaki guardava alla propaganda bellica), questo libro è la storia di quattro sorelle di Osaka, delle loro vite vissute una accanto all'altra, dei sacrifici e degli squilibri affettivi che ognuna di loro può imputare alle altre e a se stessa. Una vicenda comune, intessuta di piccoli fatti e anche di risvolti tragici, descritta con un'analisi psicologica, che ne fa una vera e propria ricognizione dell'esistenza umana. Un romanzo che parla del suo tempo e delle sue contraddizioni, ma che lo travalica fin da subito, assumendo il respiro una parabola universale, senza terra e senza tempo.
    Recensione:
    Mi sono trascinata tra le pagine di questo libro per oltre due mesi, ostinatamente decisa a finirlo altrimenti non l'avrei più ripreso. Tanizaki è una pietra miliare per chi ha studiato letteratura giapponese, e sapere che questo viene considerato il suo capolavoro era abbastanza per indurmi a leggerlo. C'è in quest'opera una lentezza esasperata, non la lentezza tipica della letteratura giapponese, ma un inutile cumulo di ripetizioni...infiniti miai per Yukiko, malattie varie che affliggono a turno le protagoniste, calamità naturali di ogni sorta..Se avesse la metà delle pagine, l'opera sarebbe davvero bella, pervasa dalla tipica delicatezza giapponese con la seconda guerra mondiale a minacciarla. Il paragone delle sorelle Makioka con le piccole donne letto in giro, inoltre, è totalmente fuorviante.
    Se solo fosse vero, Mark Levy


    Trama (da Anobii):
    Una sera d'inverno, a San Francisco, Arthur e Laureen fanno la loro conoscenza... Arthur é un giovane architetto che ha appena traslocato in un nuovo appartamento. Laureen, trentenne, un tempo faceva il medico, mentre ora è un fantasma fuggito dal suo corpo che giace in coma in un letto d'ospedale. Un fantasma di quelli che di solito non si vedono, passano attraverso le porte e non riescono a comunicare con nessuno. Ma per uno strano scherzo del destino, Arthur vede benissimo Laureen, e può sentirla parlare, ridere e raccontare, al punto da innamorarsene, alla follia. Così, proprio quando il sentimento sbocciato tra i due si trasforma in un legame profondo, in un amore struggente e totalizzante, i medici decidono che per quella ragazza è giunto il momento di staccare il respiratore...
    Recensione:
    Se solo non l’avesse scritto! Raro caso in cui il film è meglio del libro. Nonostante qualche pensierino tenero sparso qua e là, il racconto non giustifica per niente quanto scritto in copertina, e cioè: "La storia d'amore che ha fatto sognare il mondo". E poi è scritto (o tradotto?) malissimo. E non c'è neanche un finale.
    Il silenzio perfetto, Ilaria Mazzeo


    Trama (da Anobii):
    Sulla sua strada Ginevra incontra infine imprevisti troppo grandi da aggirare: la scomparsa del fratello e un nuovo amore, un dolore troppo forte e una passione così intensa che sembra impossibile da credere reale. Divisa tra la tentazione di lasciarsi andare e la volontà di reagire, deve trovare comunque la forza di affrontarli e di riprendere a vivere.
    Una storia che racconta il dolore con leggerezza e coraggio, avvolgendolo con le parole fino a relegarlo entro un silenzio perfetto.
    Recensione:
    Mi dispiace dare una valutazione negativa a questo libro, sia perché mi è stato spedito gratuitamente dalla casa editrice per l'iniziativa "Intermezzi Editore cerca lettori!" sia perché l’autrice è un’esordiente, e scrive anche bene. Tuttavia il libro in sé è davvero poca cosa. Ho trovato molto delicata la parte del dolore per la perdita di Ginevra, ma la sua vicenda amorosa…beh, diciamo solo che non fa  onore all’evidente capacità di scrittura dell’autrice. In bocca al lupo Ilaria, sono certa che al prossimo libro farai di meglio ;)
    Zazie nel metró, Raymond Queneau


    Trama (da Anobii):
    Zazie, una ragazzina ribelle e insolente, arriva nella Parigi degli anni '50 dalla provincia. Il suo sogno è vedere il metró; ma se uno sciopero glielo impedisce, nessuno può trattenerla dal salire su quella giostra vorticosa che per lei diviene Parigi. Fugge disinvolta dall'olezzo dello zio, ballerino travestito, per incontrare, grazie alla sua vitalità straripante, una galleria eterogenea di personaggi: un conducente di taxi, diabolici flic, la dolce Marceline, una vedova consolabile, un calzolaio malinconico e un querulo pappagallo.
    Recensione:
    Nonostante riconosca la genialità dell'autore - con l'uso o meglio la decostruzione del linguaggio, l'umorismo, e tante altre caratteristiche che mi hanno ricordato il teatro dell'assurdo inglese che adoro - il libro non mi è piaciuto. E quel pappagallo l'avrei strozzato.
    Una canna da pesca per mio nonno, Gao Xingjian


    Trama (da IBS):
    Il libro propone una raccolta di racconti del premio Nobel della letteratura 2000. La visita al tempio in rovina da parte di due sposi in viaggio di nozze; un incidente stradale; il crampo che assale un nuotatore; la conversazione in un parco tra un ragazzo e una ragazza che si ritrovano dopo molti anni; l'acquisto di una canna da pesca che fa rinascere il mondo dell'infanzia; le istantanee che attraversano la mente di un uomo che si assopisce sulla spiaggia: ogni racconto prende l'avvio da un'evocazione che fa nascere il sogno, la riflessione, il ricordo, espressi in una lingua limpida e cristallina, duttile, musicale, precisa, insieme letteraria e colloquiale.
    Recensione:
    Sarò sincera. Ho letto questo libro perché mi serviva un autore con la X per la sfida dell’alfabeto, possibilmente non troppo voluminoso perché sapevo che sarei arrivata piuttosto provata alla fine.  Il libro era partito benino con i primi racconti, delicati ed eterei, ma poi è finito molto male, nel senso che gli ultimi racconti sono visionari, stile flusso di coscienza di Joyce, e non mi sono piaciuti. Xingjian sarà anche un premio Nobel, ma questa non è certo la sua opera migliore.
    I cuori dei re e altri racconti, Hanns Heinz Ewers


    Trama (dal sito della casa editrice del libro, “La conchiglia”):
    Hanns Heinz Ewers, autore di romanzi e racconti gotici e dell'orrore, sceneggiatore, autore teatrale e di varietà, operatore culturale, direttore del principale cinema di Berlino, saggista, traduttore, polemista, consulente per la propaganda del primo nazional-socialismo, forse agente segreto, sicuramente intellettuale ingombrante, strabordante, contraddittorio e, non ultimo, "dandy caprese".
    Cinque racconti che rappresentano un primo tentativo italiano di fare i conti con Hanns Heinz Ewers nella sua misterica complessità
    Recensione:
    Ho comprato questo libro per sbaglio. Credevo che all’interno ci fosse il racconto “Il ragno”, che ho avuto modo di studiare e ritengo davvero notevole. Invece non c’è. Credevo che sarei stata comunque ripagata se i racconti si fossero dimostrati allo stesso livello. Non è così. Sono racconti scialbi, per niente gotici. Non mi hanno trasmesso assolutamente niente, peccato gravissimo per un libro.
    Spero che il 2011 mi riservi un numero di letture ancora maggiore, e chissà, che mi sorprenda ;)